Corriere della sera 9/10/2014



Ebola, ambulatorio blindato. Il Sacco pronto all'emergenza

Badge per l'ingresso blindato, locali isolati, tute bianche traspiranti per medici e infermieri coperti dalla testa ai piedi. Da agosto a oggi già otto potenziali contagiati hanno varcato la porta scorrevole dell'ospedale Sacco per entrare nell'ambulatorio preparato per l'emergenza Ebola. Ogni volta sono scattate le misure di sicurezza (pre-allarmi fortunatamente rientrati). Ma è proprio nelle ultime ore che l'allerta è cresciuta. Con preparativi ovunque, coordinati dalle Asl. Distribuite a tappeto al personale sanitario le protezioni anti-contagio. Tutti gli ospedali devono essere in grado di occuparsi di un ipotetico paziente e di trasferirlo al Sacco. Sono mobilitati anche i mezzi di soccorso. Specializzato nelle cura delle malattie infettive, il Sacco è - assieme al Lazzaro Spallanzani di Roma - l'ospedale di riferimento a livello nazionale per l'emergenza Ebola. Cinquanta infermieri e 35 medici sono andati a lezione per essere pronti all'arrivo di un malato.
L'ingresso alla zona dedicata ad Ebola è nell'ala destra del Pronto soccorso. Qui sono state allestite le stanze per la diagnosi. Un sospetto contagiato viene immediatamente separato dagli altri. Non ci deve essere nessun contatto, niente attesa nella sala comune. Appese ai muri ci sono le telecamere: tutto quello che succede all'interno dei locali dove viene eseguita la diagnosi deve essere monitorato, chissà mai che il medico o l'infermiere di turno ingabbiato nella tuta abbia un malore. Le analisi del sangue vanno in un laboratorio speciale - il BSL4 - dove le attrezzature verranno utilizzate solo per il sangue sospetto. In caso di contagi acclarati, sono già pronte le camere ad alto isolamento, quelle preparate negli anni Novanta al padiglione Infettivi per i malati di Hiv. Sono otto stanze al pianterreno. Oggi ospitano i malati di polmonite: e le prove per sgomberarle a tempo record dagli attuali ricoverati sono già state fatte. Il riciclo d'aria è, ovviamente, speciale. Una sorta di passavivande disinfetta qualsiasi cosa esca dai locali e che non sia stato possibile distruggere all'interno. Il consiglio del ministero della Salute: «Il personale coinvolto nel trattamento dei casi sospetti o accertati di Ebola va limitato, impiegando esclusivamente clinici e non clinici dedicati».

I pazienti finora visitati al Sacco provenivano dalle zone a rischio, in particolare Sierra Leone, Nigeria e Liberia. Ma adesso nei Pronto soccorso scatteranno le misure di sicurezza per chiunque si presenti con febbre o sintomi sospetti dopo essere stato nelle aree pericolose. Scrive il ministero della Salute: «La probabilità di importazione di casi nel nostro Paese è molto bassa; tuttavia è necessario che la capacità di risposta del sistema sanitario nazionale, nell'ipotesi del verificarsi di casi di Ebola in Italia, sia a livelli adeguati, per una corretta e tempestiva individuazione e gestione degli stessi, anche allo scopo di prevenire una possibile trasmissione di questo agente patogeno altamente infettivo». Negli ultimi anni i microbiologi si sono dovuti tenere pronti per la Sars, il caso antrace e l'aviaria. E il Sacco è l'ospedale di riferimento anche per il bioterrorismo.